🇮🇹 117: Un'Italiana in Inghilterra


Ciao Reader,

Come va?

Sia io che Martina viviamo o abbiamo vissuto all’estero. Trasferirsi all’estero è una scelta molto comune tra i giovani italiani che lasciano il proprio Paese per cercare opportunità di lavoro migliori e stipendi più alti.

Nel nostro caso, però, la motivazione economica non è stata l’unica. Siamo sempre state molto curiose del mondo e vivere all’estero ci ha dato la possibilità di scoprire nuove culture, osservare abitudini diverse e conoscere nuove persone.

Quando vivi in un altro Paese, infatti, succede qualcosa di interessante: inizi a notare piccoli dettagli che prima davi per scontato.

Nella Newsletter di oggi troverai:

  • Summary of the newsletter in English
  • Vivere tra due culture: la storia di Martina
  • Come sono cambiate le abitudini di Martina da quando vive all'estero
  • Il tema della prossima newsletter 🆕
  • Le risorse extra con le frasi per fare i paragoni sono solo per i membri: trovi la versione audio della newsletter + il vocabolario esclusivo + un esercizio esclusivo nel nostro abbonamento mensile. Clicca qui per accedere.

Sei pronto per la lezione di oggi?

Benissimo, cominciamo!


Summary of the newsletter in English

In this newsletter we share Martina’s story of living abroad and how it shaped her identity. She reflects on balancing Italian roots with life in the UK, noticing cultural differences in daily habits, social interactions, food, and routines. These small observations reveal how living between two cultures changes perspectives, enriches experiences, and makes life abroad both challenging and rewarding.


Vivere tra due culture: la storia di Martina

Sono Martina e vivo nel Regno Unito da 7 anni. In questi anni ho imparato che vivere all’estero significa spesso sentirsi sospesi tra due culture.

Una parte di me ormai appartiene alla vita qui, per esempio: la lingua inglese, le abitudini quotidiane, il modo di organizzare il tempo o il modo di parlare con le persone. Alcune cose sono diventate naturali anche per me.

Ma allo stesso tempo, una parte importante della mia identità è ancora profondamente italiana. Infatti, ho passato in Italia tutti gli anni più formativi della mia vita e continuo a tornare in Italia, perché la mia famiglia vive lì.

La mia personalità si è modificata nel corso del tempo e non me ne sono accorta (= I didn't notice it). Infatti, il mio cambiamento è visibile soprattutto attraverso gli occhi degli altri.

Quando sono in Italia, la mia famiglia vede in me dei cambiamenti: il modo in cui parlo, alcune espressioni che uso, alcuni aspetti del mio carattere e alcune mie abitudini. Tuttavia, anche la mia famiglia inglese vede in me alcune cose tipicamente italiane che sono parte di me come, per esempio, esprimere emozioni e opinioni chiaramente o essere sempre 5 minuti in ritardo alle cene di famiglia.

È una sensazione strana ma anche molto bella. Non appartengo completamente a un solo posto, ma in qualche modo porto due mondi dentro di me.


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Come sono cambiate le abitudini di Martina da quando vive all'estero

Vivere all'estero significa anche scoprire piccole differenze culturali che all’inizio sorprendono, ma che con il tempo diventano normali.

Una delle prime cose che ho notato riguarda gli orari dei negozi e dei ristoranti. In Italia siamo abituati a negozi aperti fino a tardi e ristoranti che iniziano a riempirsi alle otto o alle nove di sera. In Inghilterra, invece, molti negozi chiudono alle 17 o alle 18 e anche i ristoranti spesso smettono di servire la cena prima di quanto un italiano si aspetterebbe. A volte, vorrei che i negozi chiudessero più tardi per comodità e faccio fatica ad abituarmi.

Un’altra differenza riguarda il caffè. In Italia il caffè è un momento veloce: entri al bar, bevi l’espresso in pochi secondi e riparti. Qui, invece, il caffè è spesso un momento più lento. Le persone si siedono, prendono un caffè lungo o un cappuccino e magari lo accompagnano con una fetta di torta o con un biscotto. Devo ammettere che mi piace andare in un "bar" inglese, sedermi, bere qualcosa con calma e fare due chiacchiere, senza fretta. Inoltre, qui posso anche lavorare al PC in un bar e in Italia è praticamente impossibile.

Poi c’è la questione della vita sociale. In Italia è molto normale scrivere a un amico e dire: “Ci vediamo domani?” oppure “Passo dopo, ci sei?.” In Inghilterra succede più raramente. Molto spesso gli incontri vengono pianificati con anticipo, a volte anche diversi giorni prima. Questo significa che c’è meno spontaneità, ma anche che le persone rispettano molto gli impegni presi.

Naturalmente non si può parlare dell’Inghilterra senza parlare della kettle, il bollitore elettrico che si trova praticamente in ogni casa. Nelle case italiane, si possono trovare ma non sono così diffusi. Legato a questo, bisogna menzionare l'importanza del . Ho imparato che per gli inglesi il tè è davvero una questione importante e ogni persona ha gusti e preferenze precise. Mi è capitato di preparare il tè per un inglese ma non è mai stato apprezzato e, per questo motivo, ho smesso di farlo.

E poi c’è il rapporto con il cibo. Prima di tutto, in Italia abbiamo una chiara distinzione tra la colazione, il pranzo e la cena. Qui in Inghilterra invece, sento che la distinzione è meno marcata. Inoltre, è innegabile che in Italia si mangi tantissima pasta e l'ho realizzato vivendo qui. Da questo punto di vista, mi sono adeguata alle abitudini inglesi e mi piace molto l'idea di "mangiare quando si ha fame" invece di "mangiare quando è l'ora di mangiare".

Queste sono solo alcune piccole differenze quotidiane che ho osservato e sicuramente ce ne sono tante altre. Notarle rende la mia esperienza più ricca e anche più divertente.


Il tema della prossima newsletter

La prossima settimana parleremo di...

che cosa abbiamo fatto a marzo

Il ripasso è una parte fondamentale del progresso.

Ci vediamo domenica 5 aprile!


Per concludere

Spero che questa newsletter ti abbia fatto scoprire qualcosa di nuovo!

Siamo alla fine. Ottimo lavoro 👏

Ci vediamo domenica prossima con una nuova lezione!

My Italian Room - Clara & Martina

Questa newsletter è stata scritta da Clara

Clara & Martina - My Italian Room

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